Se il Ministro Elsa Fornero ha un pregio è quello di non preoccuparsi di fare la figura della maestrina cattiva. Per questo non deve stupire l’ultima bacchetta, stavolta rivolta ai mariti italiani interessati dalla riforma del lavoro che introduce per la prima volta il congedo di paternità obbligatorio. «Gli uomini dovranno fare di più in famiglia», ha spiegato durante un dibattito.

Il tema della conciliazione lavoro famiglia sul quale è intervenuta Elsa Fornero non riguarda soltanto le donne, su questo non ci piove. Soprattutto in un paese come l’Italia, dove si sprecano le statistiche che dimostrano senza alcun dubbio come gli uomini siano molto meno impegnati nelle faccende domestiche e nella cura dei figli.

Così, siccome uno degli effetti tipici delle grandi crisi economiche è lo sviluppo di welfare alternativi, a partire dalle aziende e dalle famiglie, la Fornero pensa che l’esito inevitabile per riequilibrare un sistema a pezzi sia coinvolgere di più gli uomini: se fino a oggi era comunque ingiusto che le donne lavoratrici o meno dovessero in ogni caso pensare ai figli e alla cura degli anziani, da oggi in poi questo sarà sempre meno possibile. Per il semplice fatto che c’è troppo poco lavoro perché in una coppia non ci sia un ripartizione perfetta di impegni domestici a seconda del tempo, dei servizi e dei diritti a disposizione.

Lo ha detto, ma polemizzando come sempre con la Fornero in un botta e risposta mediatico, anche Susanna Camusso, che dai microfoni del Tgcom24 ha evidenziato che:

«Le donne sono penalizzate dalla riforma del lavoro perché non è stato previsto nessun intervento che renda possibile conciliare lavoro e famiglia. (…) Anche la riforma delle pensioni penalizza le donne perché è fatta in una logica assicurativa senza misurare qual è la relazione tra le persone e il loro lavoro e la fatica di quel lavoro. Un’idea così della pensione non può che penalizzare le donne che già cumulano il lavoro del mercato con quello privato.»

Il dibattito è aperto: il blog del Corriere, La27esimaOra, ha raccolto le opinioni di intellettuali, sociologi, lettori e lettrici che commentano le parole del Ministro e certamente ha individuato un concetto importante: quell’ora abbondante di tempo libero in più degli uomini rispetto alle donne è tutto tempo che potrebbe più utilmente essere speso per aiutarle, diminuendo la spesa pubblica.

E voi come la pensate? Colpa degli uomini, che si prendono soltanto i compiti più divertenti (giocare coi figli, portarli a scuola), o colpa delle donne, che spesso non appena vedono un uomo impegnato in un compito prettamente femminile non restistono dal dirgli «scansati imbranato, faccio io che è meglio»?

Fonte: Ansa