Il sesso all’interno della coppia, sia essa formata da poco o consolidata, non è mai pratica da prendere alla leggera. Non esiste un manuale della performance erotica, così come non esistono delle tecniche che siano valide per ogni individuo: gli amanti, insieme, devono di volta in volta scoprire ciò che li appaga, costruire da capo la loro specifica sintonia. Vi sarebbero, però, delle particolari attitudini mentali responsabili di cattive prestazioni in camera da letto.

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Non si tratta di questioni pratiche e tantomeno di abilità fisiche, perché il sesso non è di certo la somma di fattori meccanici all’interno di una coppia. Si parla piuttosto di predisposizioni mentali al fallimento, la certezza di non essere all’altezza del proprio partner, la convinzione di essere dei perdenti di partenza. La psicologia, allora, ha analizzato alcuni segmenti del pensiero umano che potrebbero portare a una scarsa performance sessuale. Eccone di seguito le caratteristiche tratteggiate:

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  • Pensieri negativi o controproducenti: sono molteplici le convinzioni dannose per il sesso e provengono da molti traumi di vita, siano essi infantili o recenti. Vi è chi è cresciuto con la convinzione che l’eros sia qualcosa di sporco o peccaminoso, subendo quindi il sesso piuttosto che viverlo come un’attività appagante con il partner. Chi ancora ha vergogna del proprio corpo e, di conseguenza, durante la pratica erotica non si sente a proprio agio e nemmeno si libera dalle catene mentali. Chi, infine, si convince di non essere un buon amatore sulla base di sparute scarse performance pregresse. Si tratta di ostacoli del tutto superabili, in particolare abbandonando il senso di colpa: non c’è nulla di cui vergognarsi nel provare piacere in compagnia del partner. Va anche ricordato come il sesso sia un buon esercizio, quindi più verrà praticato, maggiore sarà la confidenza acquisita;
  • Focus sulla performance: chi si concentra troppo sulla meccanica del rapporto, cadrà in un sesso di bassa qualità. Le tipiche domande “sarò all’altezza?”, “mi sto muovendo nel modo giusto?”, “il partner sta provando piacere?”, non fanno altro che allontanare passione, desiderio e sincronia, per un erotismo davvero scarso. Bisogna lasciarsi andare, non controllare la situazione;
  • Scarsa conoscenza di sé: vi sono amanti che hanno scarsa consapevolezza dei propri desideri e del proprio corpo. Così il sesso diventa un’attività misteriosa da cui fuggire, piuttosto che un evento piacere. Per le donne, in particolare, il problema più diffuso è quello di non sapere in che modo il proprio corpo raggiunga l’orgasmo, quali parti stimolare, quali siano le zone erogene, quali invece evitare. Per superare questo ostacolo, l’autoerotismo potrebbe essere un valido strumento di autoconsapevolezza;
  • Poco dialogo: per molte coppie il sesso rimane ancora un tabù e, così, i partner non comunicano l’un l’altro desideri, fantasie e aspettative. Buttarsi alla cieca in un incontro erotico non potrà di certo portare a performance da fuochi d’artificio, perché gli amanti non si conoscono. È necessario, allora, abbattere le remore della vergogna per parlare al partner senza alcuna riserva. Solo così si troverà la giusta sintonia in camera da letto;
  • Poca priorità al sesso: un problema di molte coppie è la scarsa importanza conferita all’eros. Vi è la famiglia, vi sono i figli, il lavoro prende tutto il tempo delle giornate. E così il sesso viene declassato ad attività accessoria per la relazione, un evento alla stregua della necessità quotidiana di fare la spesa. Per essere soddisfacente, il sesso deve essere valorizzato. Nessuna attività umana fatta con sufficienza porterà a grandi risultati.

Fonte: Your Tango