La cucina, come tutti la conoscono al giorno d’oggi, è frutto dei ragionamenti avvenuti alla fine degli anni ’40, dopo la Grande Guerra quando si ridimensionò la presenza della servitù nelle abitazioni nobiliari e fu necessario riadattare la gestione della stanza in base alla necessità della borghesia sempre più potente. Nel dopoguerra, grazie all’intervento massiccio dei designer e degli architetti, aumenta la vocazione estetica verso la cucina. Questo spazio diventa oggetto di rielaborazioni e rivoluzioni e le forme assumono aspetti più curati e di maggiore qualità.

Una delle parti più utilizzate della cucina è il piano di lavoro, chiamato anche top, sul quale vengono create le pietanze che allieteranno le cene in famiglia, con amici o con la dolce metà. La scelta di questo elemento è importante, se non fondamentale, sia per l’impatto estetico, quanto per la funzionalità degli spazi.

Il mercato offre un vastissimo ventaglio di materiali e rivestimenti per i top da cucina, tra i quali è possibile scegliere. Ecco una piccola guida per non cadere in errore.

Il legno è il materiale più tradizionale e diffuso per i top da cucina, tuttavia, si mostra meno resistente all’usura del tempo derivante da tagli, acqua e calore. Prima di essere utilizzato, deve essere trattato per diventare più resistente e duraturo.

La ceramica è caratterizzata dall’altissima resistenza; creano problemi, tuttavia, le fughe tra le mattonelle che comportano una difficoltà maggiore nella pulizia.

Il marmo, uno dei materiali più pregiati e raffinati, si mostra altamente resistente allo scorrere del tempo; tuttavia, essendo poroso, potrebbe facilmente macchiarsi e deturparsi con l’utilizzo di liquidi non idonei.

Il laminato è il materiale più economico, altamente resistente ai graffi e al calore. L’acqua, tuttavia, può far rigonfiare il piano. I

Quarzogranito, al pari del marmo, risultano resistenti ai liquidi.

I polimeri, invece, benché molto costoso, si deturpa con il contatto diretto al calore.

I top in acciaio sono altamente igienici, benché facilmente vittime di graffi e macchi.

Infine, il vetro e lo stratificato HPL sono le ultime novità in materia di top, e se il primo può essere rovinato da liquidi, il secondo risulta essere il più resistente tra tutti quelli offerti dal mercato.

Infine, ultimo particolare da non perdere di vista, è l’altezza dei piani di lavoro che, per rendere più comoda e agevole la vita nella stanza, devono rispettare degli standard ben precisi. Infatti, ci si può muovere tra i 75 cm e gli 85 cm per persone di altezza fino a 160 cm; tra gli 85 cm e i 90 cm per persone di altezza compresa tra i 160 cm e i 175 cm; tra i 90 cm e i 100 cm per persone di altezza superiore a 175 cm.

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